Digitalizziamo la E444 015 Rivarossi in scala N. (1 agosto 2003) |
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Ecco le istruzioni per montare il decoder su una locomotiva piccola (scala N), su cui non è presente alcun tipo di
predisposizione per il digitale.
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Attrezzi necessari:
- Tester o Amperometro con corrente di fondo scala pari ad un Ampere;
- Saldatore per uso Elettronico da 20 - 40 W o, meglio, saldatore a temperatura regolabile;
- Stagno;
- Cutter;
- Nastro isolante e biadesivo;
- Un decoder (noi useremo lo ZIMO MX620);
- Manuale del decoder;
- Pinze e cacciaviti vari;
- Trapanino elettrico (tipo Dremel).
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| PASSO 1 |
Prima di installare il decoder è necessario individuare lo spazio dove potrà essere alloggiato, quindi si deve smontare la loco e vedere la situazione. La loco si apre facilmente: con un piccolo cacciavite o con le mani si asporta il coperchietto in plastica sul tetto. Sempre con un cacciavite si svitano le due viti ivi presenti e si solleva la carrozzeria.
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| PASSO 2 |
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Come per tutte le altre digitalizzazioni, è sempre consigliabile verificare che la corrente assorbita dalla loco (a ruote
bloccate) sia minore del valore di corrente massima supportata dal decoder.
Semplicemente (e magari facendosi aiutare da un amico), una volta posata la loco su binario e tenuta ferma con una mano (ruote bloccate), si dà tensione al circuito (vedere schema nella sezione "Digitalizziamo le loco", "E402 B FS di Fratix"). Alimentando per pochi secondi (in modo da non danneggiare il motore), leggiamo il valore di corrente la misura di corrente sul tester. Se esso è minore del valore riportato sul manuale, possiamo andare avanti con la digitalizzazione.
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| PASSO 3 |
Lo spazio all'interno è stretto, meglio posizionare il decoder sopra al telaio, allargando la finestra già presente per l'interruttore che commuta la corrente dai binari all'alimentazione aerea.
Per prima cosa si smonta completamente la loco: allentando le due viti alle estremità si può sollevare la prima sovrastruttura, in plastica, che accoglie il circuito elettrico e quindi le lampadine e la zavorra sottostante, che oltre al compito di appesantire la loco ha anche la funzione di sede superiore delle viti senza fine collegate ai carrelli.
Quindi, rimuovendo le 4 viti laterali, si possono staccare i carrelli. Nella foto seguente si vedono tutti i componenti separati.
Come si può vedere nella seguente immagine ingrandita, su una delle due staffe che sorreggono ciascun carrello è inserito un piccolo distanziale in materiale plastico che ha la funzione di isolare una presa di corrente dall'altra. Se non ci fosse questa piastrina isolante si creerebbe un cortocircuito, in quanto la corrente dell'altro polo giungerebbe direttamente al telaio metallico attraverso l'altra staffa. È inoltre fondamentale ricordarsi la loro esatta posizione durante la fase di rimontaggio (le piastrine non si possono montare sull'altro lato del telaio).
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| PASSO 4 |
Per preparare la sede per il decoder dobbiamo eliminare tutti i componenti non necessari:
fili elettrici;
lamelle metalliche al centro della sovrastruttura in plastica, lasciando quelle per le lampadine;
lamella metallica al di sotto del motore.
Inoltre, per facilitare il passaggio dei fili del decoder, è consigliato allargare la fessura presente sempre sulla sovrastruttura in plastica ed eliminare tutte le piccole nervature, spianandole con un cutter e lisciando con carta abrasiva fine.
Infine, per evitare ogni minima interferenza con la carrozzeria, si deve allargare la finestra presente sul tetto.
La cassa si presenta così a fine operazione.
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| PASSO 5 |
Leggendo il manuale del decoder, si capisce come esso permetta la configurazione sia a massa bloccata su una rotaia, sia a massa flottante. L'unica differenza è la leggera differenza di luminosità delle lampadine, maggiore nella configurazione a massa flottante. Per questa digitalizzazione si è optato la prima soluzione dato che un polo delle lampadine è connesso direttamente al telaio, il quale, a sua volta, è elettricamente connesso con una presa di corrente su una rotaia. Lo schema utilizzato si trova nella sezione cablaggi.
Prima di procedere verifichiamo inoltre che il motore, inserito direttamente nel telaio, non faccia alcun contatto con i due poli che provengono dalle rotaie: in effetti risulta isolato.
Saldiamo ora i fili che vanno al motore. Prima facciamo passare il filo grigio nell'interstizio tra il motore ed il telaio, poi lo saldiamo ad uno dei contatti.
Quindi colleghiamo anche il filo arancione all'altro polo.
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| PASSO 6 |
Dopo aver fatto passare il decoder attraverso le aperture del telaio e della sovrastruttura in plastica, posizioniamo lo stesso con del nastro biadesivo a quest'ultimo, accorciamo i fili rosso e nero e li saldiamo alle due staffe che giungono dai carrelli.
Per avere una migliore captazione della corrente, occorre saldare un filo che unisca elettricamente i due carrelli che hanno la piastrina isolante, come mostrato nella figura seguente (circoletti verdi).
Sul lato opposto, il filo rosso può essere saldato indifferentemente ad una staffa o all'altra, in quanto il telaio è elettricamente conduttivo (circoletto viola).
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| PASSO 7 |
Infine si collegano le lampadine ai fili giallo e bianco: attenti all'ordine, sennò le luci si accenderanno in senso opposto al senso di marcia (circoletti blu)
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| PASSO 8 |
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È giunto il momento di posare la loco sul binario di programmazione e leggere la CV1. Se ciò avviene senza messaggi di errore, si può posarla sul binario di corsa e fare alcune prove di funzionamento e di accensione delle luci.
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| PASSO 9 |
Prima di rimontare la loco è possibile togliere la presa di corrente proveniente dalla linea aerea, semplicemente svitando le viti che fissano i pantografi e togliendo il filo di ottone. Successivamente è anche consigliabile aggiungere un pezzo di nastro isolante sulla testa delle viti, per evitare falsi contatti nel caso di linea aerea alimentata.
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| PASSO 10 |
Infine si può rimontare la carrozzeria.
Ecco il risultato del lavoro. Ora non rimane che posarla sul plastico, agganciarci qualche carrozza GC e
buon divertimento!
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